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Venezia 03 gennaio 2010.
Un'assoluzione a tempo scaduto.
La sentenza del Tribunale di Lecco che assolve me e altri 20
tifosi arancioverdi per i fatti avvenuti nell'ormai
lontano 6 novembre 2005 mi lascia l'amaro in bocca. Nei
giorni immediatamente successivi la mia vita, i miei
affetti, la mia stessa liberta' sono entrati in un tunnel.
Ho potuto provare sulla mia stessa pelle gli effetti
perversi delle normative straordinarie applicate per
combattere la violenza negli stadi:
- io ed i miei familiari abbiamo subito lo shock di una
perquisizione alle 6 di mattina conclusasi con un sequestro
di indumenti (tuttora confiscati e neppure utilizzati nel
dibattimento) quasi fosse un caso di omicidio affidato al
RIS,
- il mio nome e' finito ripetutamente sui giornali di
fianco alla parola teppista,
- ho dovuto scontare preventivamente tre anni di DASPO
con doppia firma ed un anno di misura cautelare con firma tre
giorni alla settimana.
La mia vita, il mio lavoro ed i miei affetti stravolti, la
mia giornata scandita dall’umiliante rituale della firma,
un divieto di accesso agli stadi che ha punito
indirettamente anche i miei due figli costretti anch'essi
a rinunciare alla loro giovane passione sportiva per
l'Unione. I contrasti e le polemiche con parenti, amici e
conoscenti dopo la lettura degli articoli dell'epoca che
sembravano gia' una sentenza, le difficolta' ad ottenere
gli spostamenti delle firme per motivi di lavoro e
familiari, un diritto garantito solo a parole, conquistato
solo grazie alla testardaggine dellavvocato Guerriero.
Adesso, dopo quattro anni di profonda amarezza alla fine del
processo vengo assolto con formula piena.
Di questa esperienza voglio salvare solo due cose,
l'affetto della mia famiglia e la grande solidarieta' di
chi e' stato vicino a me e agli altri imputati. La grande
comunita' di Gate22 A Sostegno Di Un Ideale ha organizzato
decine di iniziative, cene e concerti al centro sociale per
raccogliere i fondi per le spese legali, volantini e
striscioni allo stadio per denunciare questa vicenda di
ordinaria repressione e sospensione del diritto. La
solidarieta' non e' mancata e con essa e' cresciuta la
consapevolezza che lo stato di eccezione giuridica
costantemente vigente negli stadi sia illegittimo ed
incostituzionale e pericoloso per le libertà civili. Di
tutti non solo degli "ultras". Le proposte di questi
giorni di estendere agli ambiti delle manifestazioni e dei
conflitti sociali le normative "antiviolenza" vigenti
negli stadi non fanno che confermare, purtroppo, questa mia
convinzione.
In tempi come questi, nei quali il tema della
"malagiustizia" e' declinato ad personam, voglio invece
denunciare con forza il pericolo per i diritti e le
libert civili di tutti che porta con se' ogni
legislazione "speciale", come quella appunto vigente
negli stadi, veri e propri laboratori dove sperimentare
dinamiche repressive da esportare allintera societa',
come la prossima introduzione di quello strumento di
schedatura di massa che e' la cosiddetta "tessera del
tifoso". Viviamo in uno stato di eccezione dove i diritti
sospesi sono la norma, non posso non pensare alle migliaia
di persone che hanno vissuto la mia stessa esperienza negli
stadi, a chi sperimenta la repressione nelle piazze, per una
"canna", per un permesso di soggiorno scaduto...a tutte loro
va la mia solidarieta'.
Certo, ora questo incubo e' finito, ma non sono uscito dal
tunnel, un nuovo DASPO della durata di 4 anni mi e' stato
notificato per una mia presunta partecipazione alla gazzarra
tra tifosi della Reyer e di Rimini dello scorso......
nonostante numerosi testimoni possano confermare come in
quei momenti mi trovassi in compagnia di mia figlia.
Non posso che rivendicare la mia totale estraneita' che in
sede processuale, ne sono certo, emergerà anche stavolta.
Certo, sarò assolto e la giustizia "trionfera'" ancora
una volta, ma chi mi ridara' la limitazione della liberta'
che ho subito? Chi mi ridara' il tempo perso per le firme?
Chi mi ridara' tutte le domeniche allo stadio, insieme ai
miei figli, perdute? Chi mi ridara' questi 7 lunghi anni?
Chi mi ridara' la fiducia di credere in uno stato
democratico che non condanna preventivamente nessuno? Che
non discrimina molti e protegge pochi?
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