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Venezia 20 giugno 2009, comunicato Gate 22.
Tiriamo le somme.
Abbiamo ancora negli occhi le splendide immagini di Sesto San Giovanni.
La festa in campo e quella sugli spalti. Una festa soffertissima e meritata
per chi come noi ha sostenuto tutto l’ anno una squadra in cui pochi hanno
dimostrato di credere. Una festa dedicata a chi, con arroganza e protervia, ha
trascinato squadra, società e tifoseria sull’orlo del baratro neppure quattro
anni dopo il fallimento di Zamparini, Gallo & Dal Cin.
Per questo ci sentiamo prima di tutto di porgere un sentito ringraziamento a
chi ha condotto la nostra amata Unione alla tanto sospirata salvezza,
dimostrando una professionalità rara in questo calcio, sempre più diverso da
quello che sogniamo e che vorremmo. Professionalità che per alcuni è anche
viscerale attaccamento alla maglia arancioverde. Grazie a tutti quindi,
soprattutto a chi ha questi colori nel cuore.
Nessuno ringraziamento invece, è ovvio, ai responsabili del disastro
societario, economico e di immagine, che ha rischiato di cancellare il calcio
professionistico a Venezia e Mestre.
Mentre scriviamo la squallida avventura in Laguna dei fratelli trentini volge
al termine: per Gate22 A sostegno Di Un Ideale è l’ ora dei bilanci e dei
progetti per il futuro. Quanto mai necessari affinchè i tanti errori compiuti
dalla sciagurata gestione Poletti possano in futuro essere evitati.
Questa annata e le precedenti sono state per noi del Gate22 A Sostegno Di Un
Ideale una continua battaglia, spesso condotta in solitudine, contro una
proprietà incapace e in assoluta malafede. Proprietà che porta la
responsabilità di avere quasi affossato una società sana, di avere diviso e
smembrato una tifoseria matura ed appassionata, di avere smarrito ogni legame
tra il club e la sua comunità.
Tre anni di gestione targata PolettiTeam hanno fatto più danni della
quindicennale esperienza targata Zamparini: passare dagli entusiasmi del
DiCostanzoShow al Penzo semideserto non è stata SOLO questione di risultati ma,
anche e soprattutto, di scriteriate scelte economiche, sportive e culturali che
hanno ridicolizzato tutto l’ ambiente arancioverde.
Come non ricordare l’ affaire Agnellini, la sciagurata gestione del
Centenario, le minacce e gli insulti contro chi osava criticare certe scelte
sbagliate e imbarazzanti. Minacce che poi qualcuno ha messo in pratica
E poi le
solite stucchevoli e roboanti dichiarazioni estive puntualmente smentite dal
campo e dalle penalizzazioni inflitteci per ogni genere di frode
amministrativa, le campagne abbonamenti create ad arte per sabotare una parte
importante del tifo cittadino, i prezzi in un settore, quello distinti,
esorbitanti per la categoria (ben 22 euro!). Questo e molto altro abbiamo
visto, denunciato e contrastato. I nodi, si sa, prima o poi vengono al
pettine.
E al pettine, puntualmente, sono venuti.
La fuga del famigerato PolettiTeam è una grande vittoria per i tifosi del
VeneziaMestre. Una vittoria che rivendichiamo tutta. Con questi signori, e con
i loro progetti, noi non abbiamo MAI avuto a che fare. Nel rispetto dei
ruoli, dei nostri Ideali e della nostra coerenza. Ne siamo orgogliosi.
Alla dirigenza che verrà, a coloro che si accingono a subentrare nella
gestione del club, speriamo armati di tanta serietà e progettualità più che di
trionfalistici proclami, diciamo che per costruire un edificio solido e
duraturo bisogna partire dalle fondamenta.
Le fondamenta di un club sportivo sono costituite dai tifosi.
E dalle bandiere sportive. Giocatori e dirigenti innamorati di questi
colori.
I veri tifosi sono quelli che ci sono sempre, nelle sconfitte ancor più che
nelle vittorie, nelle sofferenze più che nei facili entusiasmi.
Nel calcio la vittoria è un sogno, una speranza. Non una certezza. E neppure
un diritto.
Onestà e chiarezza, passione e trasparenza valgono più di mille vittorie.
Le bandiere sportive sono la storia di un club, la sua anima profonda.
Il legame inscindibile tra campo e spalti. Tra maglia e comunità.
Su questa base bisogna lavorare, perché il club arancioverde possa tornare a
crescere, a svilupparsi, ad identificarsi nella sua comunità.
La storia del VeneziaMestre è questa.
Una storia fatta di passione, di identità diverse ma comuni.
Che dal 1987 camminano assieme verso il futuro. Inseparabili.
Una storia legata per sempre da una passione che non conosce delusione.
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