Venezia: La partita della vita termina senza sussulti
Sotto la pioggia, Venezia e Samb pareggiano senza farsi del male

Venezia, 26 aprile 2009. Nostro servizio  

Attesa ed indicata da molti come la partita della vita, il match tra Venezia e Sambendettese termina a reti bianche, con un giusto pareggio che lascia le cose invariate in classifica ma, con una giornata in meno al termine del campionato il discorso playout si apre a piu' formazioni, infatti dopo lo scivolone interno contro il Verona, il Legnano (che affrontera' domenica prossima la Sambenedettese al "Delle Palme") appare inguaiato. Non molto distanti nemmeno ProSesto e Lecco. A tre giornate dal termine, con squadre interessate al discorso playoff ed altre coinvolte nella lotta per non retrocedere, il campionato appare aperto piu' che mai, con squadre che non si posson permetter nessun calcolo. Il Venezia, nelle ultime tre partite, si gioca la vita, con due gare lontano dal "Penzo", fondamentale quindo sara' fare risultato in trasferta, cercando di fare il pieno in casa.

  Il Venezia contro la Sambendettese si presenta con una difesa orfana dello squalificato Mandorlini e a centrocampo del brasiliano Anderson. Serena all'ultimo recupera Poggi per la panchina. Il Venezia, vittorioso negli ultimi tre incontri al Penzo (contro Novara, Pergocrema e Legnano), cerca d'allungare la striscia positiva e per far cio' il tecnico di Favaro schiera il proprio undici con Aprea (ex della gara) tra i pali, la difesa schierata da destra verso sinistra vede l'esperto Bertotto in fascia, al centro il duo costituito da Lebran e Gardella (al posto dello squalificato Mandorlini), a sinistra il rientrante Lanzara. Sulla linea di mediana, i lagunari si schierano con capitan Collauto sulla fascia destra, Corradi a sinistra, al centro Drascek con Ruffini. In avanti la coppia composta dal "pirata" Malatesta e da Matteo Momente'.

  La squadra di San Benedetto del Tronto, dopo aver cambiato di recente gestione, dalla famiglia Tormenti al giovane Presidente Spina, dopo il deludente pareggio interno contro il Lecco, ha cambiato tecnico, esonerando D'Adderio e chiamando al suo posto il tecnico friulano Giorgio Rumignani, allenatore che gia' 18 anni fa aveva allenato i rossoblu'. Rumignani, terzo mister della stagione, per i rossoblu', dopo Piccioni ed il tecnico molisano, in passato aveva allenato la Mestrina. Insieme al tecnico navigato, per far un salto nel passato, nelle Marche sono stati richiamati Chimenti e Voltattorni. La Samb, negli ultimi dieci incontri ha vinto solamente una volta, da qui la decisione di cambiare timoniere. Con una rosa ampia di 27 elementi, Rumignani alla fine ha deciso di schierare una squadra ben compatta, con un 4-3-2-1, con in porta Marconato, portiere nativo di Montebbeluna, la linea difensiva composta da destra verso sinistra da Sirignano, al centro Moi e Caccavalle, a destra Tinazzi. A centrocampo, vertice basso, davanti alla linea di difesa l'esperto Ottavio Palladini, giocatore con un passato in serie A, e numerose stagioni a Pescara e poi Vicenza. davanti a lui gli altri due mediani Titone e Traini. A fare da raccordo due trequartisti, Ferrini e Olivieri, giocatori piu' portati a sorreggere il centrocampo che a supportare l'unica punta, Fabrizio Cammarata, bomber che in passato, in parecchie occasioni ha dato un bel dispiacere ai tifosi lagunari.

 La gara. Nella prima parte del match tra Venezia e Samb, vista l'importante posta in palio domina l'equilibrio, gli ospiti, arrivati in laguna con un seguito di 600 tifosi, giocano in maniera molto ordinata, centrocampo agressivo, i due trequartisti, Olivieri e Ferrini, giocano vicino alla linea mediana, a supporto degli altri tre compagni di reparto, regalando cosi' la superiorita' numerica nel settore centrale del campo. Il Venezia, nella zona nevralgica fatica a manovrare, non riesce a far girare palla come vorrebbe, ad innescare i cursori delle fascie. La manovra ne risente, sin dall'inizio. Gli ospiti, chiuse le fonti di gioco arancioneroverdi dimostrano una certa sterilita' in avanti dove Cammarata e' lasciato alla merce' dei difensori veneziani, cosi' ne scaturisce una partita giocata a centrocampo, con poche occasioni da gol, le uniche arrivano da palla inattiva o da disattenzione di qualche giocatore in campo. Un esempio e' l'occasione che capita al 2' a Ferrini, battuta velocemente una punizione da centrocampo, il mediano entra in area dalla sinistra e prova il destro, para Aprea il tiro, smorzato da Bertotto. Al 10' il Venezia prova a scuotersi, Collauto crossa al centro, pallone a Malatesta, che con un pallonetto salta un avversario prova la conclusione, deviata da un rossoblu', la palla si stampa sulla traversa e termina poi in corner. Il Venezia prova a sfruttare il fattore casa, ma le due punizioni, di Lanzara e Collauto termina fuori dallo specchio della porta. La gara prosegue con botta e risposta a centrocampo, al 24' Palladini, dopo una respinta corta, tira da fuori area, Aprea si tuffa e devia in angolo. Un minuto dopo Titone batte il corner, sul primo palo Cammarata fa il movimento ad anticipare tutti devia verso la porta di Aprea, ma una altra deviazione mette la palla in angolo, il secondo di seguito. La partita segue il solito canovaccio, senza sussulti fino allo scadere dei primi 45'.

  Nella ripresa ci s'aspetta qualcosa di piu' dalle due formazioni, vista l'importanza della gara. Nonostante i cambi, l'ingresso di forze fresce, la partita prosegue con sulla falasa riga del primo tempo, con l'arbitro che sceglie una conduzione di gara che lascia giocare, fischiando poco. La partita, complice l'aumentare della pioggia, il campo sempre piu' scivoloso e la sempre meno lucidita' dei ventidue in campo, rallenta di ritmo, la Samb negli ultimi 5' di gara perde prima Caccavalle per doppia ammonizione e poi Titone per brutto fallo su Lanzara. Quasi al termine ci prova su punizione, per un fallo guadagnato da Rebecca. Dal vertice destro, poco fuori dell'area di rigore, il numero 18 arancioneroverde penella una parabola che sorvola la traversa e si stampa sulla traversa, con Marconato che tocca. Il Venezia ci prova nuovamente, la palla come un flipper impazzito, vaga nell'area ospite, ma nessun lagunare trova la deviazione vincente.

 Termina la gara, ma la speranza, nonostante il pareggio deludente di oggi, non tramonta.

Giacomo Sommariva  

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