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Venezia, 03 maggio 2009. Nostro servizio
Verona-Venezia qualche anno fa era un derby da altre categorie, ma oramai i tempi son cambianti ed entrambe le nobili decadute guardano alla partita della 32a giornata con particolare attenzione, anche perche' i tre punti, seppur con significato diverso, sono importantissimi per proseguire nella corsa che nel caso degli scaligeri vuol dire play off, mentre per gli arancioneroverdi significa alimentare speranze play out. Le due compagini venete arrivano al match con stati d'animo contrapposti, i gialloblu' ringalluziti dallo 5-0 inflitto al Legnano di Attilio Lombardo, mentre i veneziani con l'amaro in bocca, per via del mezzo passo falso di domenica scorsa al "Pierluigi Penzo" contro la Sambenedettese. La gara, quindi, d'estrema importanza, per i diversi traguardi, a qualcuno qualche dispiacere, deve creare. I padroni di casa, non battono il Venezia dal 3 Febbraio 2005 con rete di Adailton, mentre la scorsa stagione gli arancioneroverdi s'imposero al Bentegodi grazie ad una rete di Veronese. I gialloblu' in casa vengono da sette risultati utili, pari con Portosummaga, Novara e ProPatria, vittoria con Reggiana, Lecco, ProSesto e Legnano, mentre gli ospiti, lontano dalle mura amiche, nelle ultime setteb esibizioni hanno raccolto solamente un punto con il Lumezzane, 0-0, alla 25a giornata, era il 15 marzo.
Il Venezia, guidato da Michele Serena, ex centrocampista gialloblu', ad inizio anni '90, si schiera con il consueto 4-4-2. Il tecnico di Favaro non recupera Paolo Poggi, mentre a centrocampo deve fare a meno di Paolo Ruffini e del cursore di fascia Alberto Rebecca. Dopo una settimana con parecchie difficolta' nel reperire un campo d'allenamento, per via delle cattive condizioni meteo, Serena trae le proprie conclusioni sull'undici da mandare in campo contro il Verona e schiera Aprea tra i pali, la linea difensiva, da destra verso sinistra, vede il riconfermato Bertotto a destra, coppia centrale Lebran, di ritorno dalla squalifica, con Mandorlini, a sinistra, lasciato in panca Lanzara, dopo aver scontato il propio turno di stop, rientra il brasiliano Anderson. Anche a centrocampo ci sono novita', capitano Collauto confermato a destra, Corradi a sinistra, mentre al centro insieme a Drascek ritorna Stefano Bono. In attacco, insieme a Malatesta, fuori Momente', dentro Morelli, autore del 3-1 al Novara e debuttante dal primo minuto con la casacca arancioneroverde.
La squadra del Verona, allenata da Gianmarco Remondina, ex allenatore di Sassuolo e Piacenza, in casa non perde dal 22 febbraio, quando il Pergocrema riusci' a sbancare il Bentegodi. Gli scaligeri si dispongono in campo con un 4-3-1-2, con la porta difesa dal brasiliano Rafael, la difesa si schiera con Campagna a destra, Pugliese terzino sinistro, al centro la coppia Ceccarelli-Bergamelli. Il centrocampo, disposto a rombo, vede vertice basso, a protezione della cerniera difensiva, l'esperto centrocampista barese Bellavista, poco avanti gli altri due centrocampisti, Corrent, preferito a Campisi, giocatore in grado di offrire molta piu' esperienza, spessore tecnico e fosforo alla linea mediana gialloblu'. A completare il reparto Garzon, giunto il mercato scorso dal Piacenza. A fare da raccordo tra centrocampo ed attacco ci pensa Parolo, calciatore uscito dal vivaio gialloblu'. In attacco, out Tiboni che non recupera, giocano Girardi, punta giunta dal Foligno, forte nel gioco aereo e fisico, abile nell'aprire gli spazi per i propri compagni. Compagno di reparto il francese Julien Rantier, giunto l'ultimo giorno del mercato invernale, primo investimento del nuovo presidente Martinelli. L'attaccante francese, molto dotato tecnicamente, veloce ed abile negli spazi stretti, in seguito da un grave infortunio, da cui sta lentamente recuperando, non ha ancora nelle gambe tutti i 90', quindi Remondina ne dosa il minutaggio, cercando di fargli recuperare la condizione atletica migliore.
La gara. Nella prima parte del match tra Verona e Venezia, i lagunari, a differenza delle ultime catastrofiche uscite, cominciano la partita con un piglio diverso, a viso aperto, con attenzione nelle chiusure, squadra larga, ma ben ordinata, con buona spinta sulle fascie. Corradi e Collauto, mettono in difficolta' i propri opposti, vale a dire Campagna e Garzon, non a caso gia' al 7' da un buono scambio, tra Corradi ed Anderson, con cross del brasiliano per Maltesta, anticipato sul primo palo da Rafael, nascono i primi problemi per l'Hellas. Gli scaligeri, in inferiorita' numerica sulla linea mediana del campo, subiscono il pressing ospite, Corrent e' troppo distante dagli altri compagni di reparto, troppo largo sulla fascia, concede spazio agli avversari, infatti quando s'accentra e s'avvicina a Bellavista, stringendo gli spazi, le cose per i gialloblu' migliorano. Parolo, ora puo' avanzare maggiormente, cercando l'appoggio per i compagni, i gialloblu' si fanno piu' agressivi e all'11' Rantier serve Corrent che prova la conclusione ma Aprea, attento blocca. Il Venezia non demorde, al 13' altro traversone di Anderson per Malatesta, che anticipa Bergamelli ma mette fuori. Al 18' ancora il Verona in avanti con un colpo di testa di Girardi che termina sopra la traversa. Al 20', Mandorlini sbaglia, Corrent lasciato libero tira da fuori area, palla sopra la traversa. Al 24' si fa male Corradi, il Venezia chiama il cambio, l'arbitro non lo concede e con il Verona in avanti, Anderson commette una ingenuita' entrando in maniera irruenta su Parolo, rigore netto. Sul dischetto va Rantier che fa secco Aprea con il sinistro. Il Venezia non ci sta, e a differenza di altre volte tira fuori il carattere, nel frattempo entra Lanzara per Corradi, Anderson avanza a centrocampo, sull'out di sinistra. Passano 3' dal vantaggio dei padroni di casa ed ariva il pareggio. La linea difensiva gialloblu' sbaglia il fuorigioco e Malatesta, servito in profondita' da Anderson, con un perfetto diagonale beffa Rafael. 1-1, palla al centro. La partita prosegue, ma al 34' Verona nuovamente in vantaggio, ancora una volta ingenuita' lagunare, con Aprea fuori dai pali, Rantier, servito da Gerardi, lo vede, e con un calibrato pallonetto riporta il Verona sopra, 2-1. Partita troppo importante per tirare i remi in barca, i lagunari non demordono ed al 44' calcio di rigore, Ceccarelli atterra Malatesta, sarebbe fallo da ultimo uomo, l'arbitro chissa' perche' non lo espelle direttamente, lo ammonisce, ma essendo la seconda lo caccia. Sul dischetto va il pirata che insacca nuovamente. 2-2. Per il Verona, si tratta del primo rigore fischiato contro. Per il Venezia, l'ultimo penalty realizzato risale a Venezia-Reggiana, del 8 febbraio, 21a giornata. Tutti in spogliatoio.
Nella ripresa mister Remondina ridisegna il Verona, uno tra Girardi, Parolo e Rantier, deve far spazio al difensore Sibilano, ritornato in campo dopo 6 mesi, per la rottura del crociato. Il tecnico ex Piacenza, sceglie Girardi, opzione che lo priva di un giocatore forte nel gioco aereo e fisico, privilegiando pero' la velocita', per ripartire in contropiede e cercare d'aprire i varchi della difesa lagunare con attaccanti sguscianti. La scelta non sarebbe sbagliata, ma ne' Parolo ne' l'attaccante francese riescono piu' a pungere. Parolo, sparisce dal campo, sovrastato dai centrocampisti arancioneroverdi, mentre la punta francese, a corto di condizione fisica, in un contropiede si fa male, procurandosi dei malanni miuscolari. Al suo posto entra Scapini. Il Venezia, che proprio nei secondi 45' potrebbe cercare il colpaccio, gioca, ma non riesce a trovare la via della rete, a centrocampo e' assoluto padrone del gioco, gli scaligeri abassano il baricentro per evitare pericoli, Garzon gioca insieme a Bellavista davanti alla difesa.Al 60' Malatesta aprofitta del mancato intervento di Bergamelli su trversone di Collauto, ma la sua conclusione sul secondo palo e' debole. Al 66' ci prova Morelli con un diagonale che non finisce molto distante dalla porta di Rafael. All'86 conclusione di Collauto, sopra la traversa; un minuto dopo, ottima chance per il Verona, Garzon recupera palla, serve Scappini al centro, che tutto solo, con un tiro di punta, alza sopra la traversa. Al 90' il Venezia reclama il terzo rigore di giornata, con Drascek che spara nella porta sguarnita, ma sulla linea salva Campagna con il braccio. I lagunari protestano ma l'arbitro fa cenno di proseguire e poco dopo decreta la fine del match. Al triplice fischio, 22 giocatori a terra, al centro del campo, contestazione nei confronti di Remondina e Verona che, anche se la matematica non lo condanna, saluta i play off.
Se il Verona piange, il Venezia non ride, ritorna ultimo in classifica, ma anche il Legnano ora rientra nella lotta per non retrocedere. Di positivo c'e' che finalmente il Venezia ritorna a fare punti in trasferta dopo sette giornate, ultimo punto il 15 marzo a Lumezzane. I lagunari non segnavano due reti in trasferta, (anche se in quel caso furon 3) dal 30 novembre, quando batterono la Samb 3-1.
Giacomo Sommariva
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